Luce e Colore: i “veicoli emozionali” dell’ Immagine

 

Il primo strumento necessario a produrre buone immagini altro non è che … il nostro cervello, e l’ allenamento a “saper vedere”, che va di pari passo col “saper togliere” dall’ inquadratura tutto quanto non è necessario al particolare messaggio che vogliamo trasmettere.

 

E se la pulizia dell’ inquadratura, ( dalla quale andremo a togliere ogni elemento non strettamente necessario alla nostra comunicazione ) dovrà essere la nostra prima preoccupazione, immediatamente dopo dobbiamo ricordiarci che fare fotografia è più simile a scrivere una poesia piuttosto che una prosa … il che significa che dovremo saper attrarre lo spettatore attraverso l’ emotività, più che attraverso l’ argomentazione logica !

 

Gli strumenti principe attraverso i quali veicolare l’ emozione saranno, dopo la scelta compositiva, la Luce e il Colore. Padroneggiarli significa innanzitutto capirne i profondi significati psicodinamici, ossia “cosa provoca in chi guarda” una illuminazione piuttosto che un’ altra, o la scelta di una colorazione calda o fredda, o di un colore dominante, o di colori complementari …

 

SIGNIFICATI PSICOLOGICI DEL COLORE:

 

Il colore ha un suo linguaggio ben preciso: può essere caldo ( e trasmetterci una sensazione di benessere e sicurezza ) o freddo ( e trasmetterci una sensazione di distacco ): siamo automaticamente attratti da tutta la gamma del rosso – giallo – arancio che giudichiamo “piacevoli”, attraenti, caldi, in antitesi alla gamma dell’ azzurro – blù che consideriamo “freddi”. Il motivo di ciò è banalmente semplice: i primi sono i colori del sole, della luce; i secondi quelli della notte.

E non c’è bisogno dello psicologo per capire che rispecchiano due “universali – contrari” ( giorno e notte, appunto ) che volenti o nolenti ci portiamo interiorizzati dagli albori della vita stessa, associando da sempre sicurezza al giorno e paura alla notte. Questi meccanismi funzionano sempre e vengono sempre richiamati, sia pur a livello inconscio.

 

I COLORI COMPLEMENTARI

 

 

Ma la cosa più interessante è sapere che tali colori sono “complementari” anche nello spettro cromatico: sia fisicamente parlando, in quanto si annullano ( o si completano ) a vicenda mutando nel bianco, che nel senso della percezione psicologica, in quanto l’ accostamento di due colori complementari risulta molto gradevole e appagante, e dà all’ insieme uno straordinario senso di “forza e completezza”.

 

Pertanto uno spazio, od una scena come le due qui proposte, caratterizzate dalla presenza di due soli colori tra loro complementari, assumono un carattere di “assoluto”, di “yin e yang”, di completezza ed esclusività in cui ogni altro colore verrebbe percepito come “distonico”, o addirittura stonato. ( con l’ eccezione del Bianco e del Nero che, essendo “assenza” di colore, risulteranno invece “rafforzati” se inseriti tra due colori complementari, e il soggetto in questione ne risulterà estremamente valorizzato ).

Nelle due immagini qui riportate, abbiamo pur con tonalità diverse sempre la medesima contrapposizione – unione dei complementari Rossi e Ciano, che danno un senso molto forte di “completezza psicologica” alla scena, tendendo già in partenza a farla accettare come qualcosa di “finito e sicuro”, di buono, di desiderabile, di positivo proprio per il senso intrinseco di completezza e stabilità …

 

Grossomodo possiamo identificare i colori complementari come quelli appartenenti ( ed i rispettivi antitetici ) allo spazio colore RGB ( acronimo che sta per: Red-Rosso, Green-Verde, Blù-Blù ) la cui mescolanza genera tutta la gamma cromatica usata sia dagli strumenti di ripresa, compresa la pellicola “diapositiva”, che da tutti i monitor.

 

Corrispettivamente avremo così la terna dei complementari principali:

 

R:  ROSSO >>  complementare CIANO  ( un azzurro-violetto )

G:  VERDE >>  complementare MAGENTA  ( un rosso-antico )

B:  BLU’ >>  complementare GIALLO

 

( Vedi una Galleria di immagini in cui compaiono in netta prevalenza due colori complementari ).

 

ACCORGIMENTI TECNICI

Da qui si evince immediatamente che PRIMA di manipolare immagini al computer dovremo sincerarci che il nostro monitor “dica la verità”: come un giradischi che non gira all’ esatta velocità infatti può sfalsare completamente la percezione di un brano musicale, così un monitor non perfettamente tarato sfalserà la percezione del colore, e conseguentemente invaliderà ogni intervento cromatico sull’ immagine da trattare !  … Ma di questo problema, erroneamente troppo spesso sottovalutato in ambiti non specialistici, parleremo in un altro momento.

Un discorso a parte va fatto invece per gli strumenti di stampa, che operano in “quadricromia” adottando un diverso spazio colore che prende il nome di CMYK ( ossia: Ciano, Magenta, Giallo e Nero ), che lasciamo di competenza ai tipografi.

( In genere la fase preparatoria di un’ immagine, anche dedicata alla stampa, viene sempre effettuata nello spazio colore RGB che ha il miglior “rendering visivo” coi monitor; solo successivamente verrà convertito, secondo la macchina cui sarà destinato … )

 

La dominante cromatica

Ecco, ora cominciamo a capire con maggior consapevolezza anche un fatterello che sarà sicuramente successo a tutti, quando ritirando le stampine dal negozio di fotografia erano azzurrine, o troppo gialle, o verdine … Siamo in presenza di una cosiddetta “dominante cromatica”, in quanto l’ automatismo della stampante non ha saputo correggerle in modo adeguato in fase di pre-stampa, restituendocele con una spiccata prevalenza di uno dei colori fondamentali ( ed ecco perchè fotografie di una certa importanza vengono sempre stampate manualmente da un operatore ! )

Va da sè che però anche la dominante cromatica può essere un effetto ricercato, e trasformarsi in un fattore espressivo, anzichè in un difetto ! E’ il caso, per esempio, in cui attraverso filtri anteposti all’ obiettivo si introduce una dominante con l’ intento di “scaldare” una scena, espediente usatissimo nel ritratto di nudo, di modelle, nel paesaggio … nei film storici, dove il ricorso ad una filtratura calda è usatissimo … oppure per ottenere l’ effetto contrario, “raffreddandola”, come per esempio succede in tante fotografie industriali. A tale scopo esiste tutta una serie di filtri di varie gradazioni, tendenti al giallo-arancio per il primo caso, e all’ azzurro-blù per il secondo. ( Potreste esercitarvi, la prossima volta che guardate un film, a riconoscere le scene in cui viene volutamente introdotta una dominante-colore, e capire quale significato psicologico si tende a sottolineare, o a indurre nello spettatore, con tale espediente … )

 

Il Bianco e Nero

Per finire: il Bianco è dato dalla somma dei tre colori fondamentali RGB; il Nero è l’ assenza di colore ( e parliamo sempre di monitor; la stampa, come abbiamo visto, segue regole diverse, se non del tutto opposte ).

E’ intuitivo per tutti associare il Nero al buio ed il Bianco alla luce; meno intuitivo sapere che il nero “pesa” molto nel bilancio generale dell’ inquadratura, ed andrà inserito con parsimonia, e soprattutto nei piani bassi dell’ immagine; il bianco al contrario può essere usato abbondantemente senza pericolo che stanchi, ed esistono tecniche nella fotografia di moda o di still-life che spostano tutta la scena verso le “alte luci”, per rendere più bella e quasi eterea una modella o un particolare oggetto.

Fotografare in Bianco e Nero: togliere ogni colore dalla nostra immagine significa anche togliere ogni elemento di “irrazionalità”, per portare lo spettatore a concentrarsi esclusivamente sulla composizione e sulla narrazione: per questo è un espediente molto usato quando il messaggio narrativo deve superare in forza il messaggio emozionale dato dal colore, o comunque quando il colore rischierebbe di venir percepito come elemento di disturbo che andrebbe a danno e non a vantaggio della comprensione psicologica dell’ immagine stessa.
( Detto per inciso: ci si toglie così facendo anche un bel sacco di problemi, e fotografare in bianco-nero è tutto sommato molto più semplice ai fini espressivi che non usando e dovendo controllare le mille variabili e significati del colore ).

 

I Colori Primari

Aggiungiamo per ultima cosa che i colori primari ( Rosso, Verde, Blù ) hanno sempre un maggior carattere di “forza”, e tendono a risaltare sempre, e pertanto andrebbero usati a sottolineare punti compositivi di stasi e forza: il Rosso è per antonomasia il colore più forte e che maggiormente attira l’ attenzione, (tanto che viene comunemente usato per segnalare una situazione di pericolo).  Anche il rosso pertanto “pesa” moltissimo nell’ inquadratura, ed andrà usato con parsimonia, e quasi sempre in basso.

 

Sfruttare la componente psicologica del colore

Ecco: capire queste basilari funzioni psicologiche del colore ci aiuterà a comporre meglio, sfruttando la loro naturale tendenza che diventa, in chi osserva, una forte direttiva psicologica, donando un senso di immediato appagamento che già da solo avrà fatto breccia al 50% nella mente inconscia dell’ osservatore, rendendolo assolutamente ben disposto verso il vero e proprio contenuto che andrà a guardare.

( E capire queste basilari dinamiche è proprio l’ intento che qui ci proponiamo, rimandando a più specifico ambito chi vorrà maggiormente approfondire gli aspetti più prettamente tecnici )

La luce, dite …?  A’ la prochaine fois !

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